Sommario
EDITORIALE LA
POSTA DEI LETTORI
MAGAZIN
A
COLLOQUIO CON...
Svein Fosså
LO
SPECCHIO DEL WEB
RARITÀ
APPUNTAMENTI
REPORTAGE
FOTOGRAFICO
Illuminazione dell’acquario
PRATICA
Un piccolo ABC sull’illuminazione
dell’acquario di barriera
Dr. Stéphane Fournier
REPORTAGE
La pigmentazione cromatica dei coralli duri
Dana Riddle
REPORTAGE
Il futuro nell’illuminazione dell’acquario
di barriera
Matthias Kaling
PANORAMICA
Quali lampade sono adatte per un acquario
di barriera?
IL
POSTER
Il corallo a fungo
Heliofungia actiformis
D. Knop
VIAGGIO
Acquari e barriere coralline in Giappone
D. Knop
REPORTAGE
Giovani, sani e facili da nutrire:
I pesci corallini di riproduzione
Gregory Schiemer
AMERICAN
REEFKEEPING PERSPECTIVES
Prof. T. Siegel
AMBIENTE
E NATURA
E luce fù...
Origine e influenza della luce sul nostro
pianeta
S. Mansutti
PRATICA
Turbellarie parassitarie sui coralli duri
Acropora e loro trattamento per immersione
Frank Fricke
PRATICA
Squali in acquario
Rolf Meyer
PRATICA
I pesci falco in acquario
Heiko Schütte
AMBIENTE
E NATURA
Visita alla Farm dell’isola di Lombok
Stojan Bunc
NOVITÀ
DAL MERCATO
BIBLIOTECA
CONSIGLI
E TRUCCHI
Editoriale
E luce fu disse Dio all’inizio della
storia della creazione. E la luce si accese.
A quei tempi probabilmente la cosa era piuttosto
semplice. In acquariologia il tutto è
oggi molto più complicato, dato che
ci dobbiamo occupare di una montagna di nozioni,
di valori Kelvin, lunghezze d’onda o
diagrammi di spettro ed altro. In aggiunta
ci sono vari procedimenti biologici e biochimici.
Che cos’è un pigmento di assimilazione
accessorio? Quale ruolo giocano gli aminoacidi
simili alla micosporina? Bisogna
ammettere che tutto questo è esagerato;
la cosa non deve naturalmente diventare
così complicata. Ma in acquariologia
marina di barriera il tutto non funziona
senza una adeguata conoscenza delle basi
di fisica della luce. La luce non è
quindi sempre la stessa. Dato che la maggior
parte degli invertebrati sessili degli acquari
di barriera sono dipendenti da questa, si
sono adattati durante la storia della loro
evoluzione, per mezzo di svariati meccanismi,
al clima luminoso di un determinato ambiente
vitale. Per questa ragione non possiamo
praticamente fare a meno di occuparci del
tema “illuminazione dell’acquario”,
in particolar modo oggi che le nostre “mire”
come acquariofili sono piuttosto elevate.
Non ci basta più mantenere i coralli
in salute e riprodurli in modo vegetativo.
Vogliamo ottenere particolari pigmentazioni
cromatiche e addirittura far scattare i
meccanismi riproduttivi, legati al naturale
ciclo di illuminazione. Visto che molti
progressi dell’acquariologia di barriera
sono collegati saldamente ed in modo inscindibile
all’illuminazione, tratteremo in questo
numero l’argomento con la dovuta intensità.
Certo lo sviluppo ed il progresso non sono
importanti solamente per il mantenimento
in acquario dei coralli, ma anche per quello
dei pesci, per questo vi presentiamo all’interno
del presente numero anche una azienda che
si occupa della loro riproduzione. Certo
la protezione dei biotopi marini è
una ragione particolarmente importante per
incentivare la riproduzione dei pesci corallini,
ma sicuramente non l’unica, come dimostra
l’articolo dell’americano di
origine tedesca Greg Schiemer. Quelli riprodotti
negli allevamenti specializzati infatti,
in confronto agli esemplari prelevati in
natura, presentano una lunga lista di ulteriori
vantaggi. La riproduzione dei pesci corallini
contribuisce senza meno a rendere positivo
l’hobby dell’acquariologia marina
nei confronti dell’opinione pubblica.
Noi acquariofili abbiamo un grande interesse
per la riproduzione dei pesci o per acquistare
quelli provenienti dagli allevamenti e la
cosa deve trasparire anche verso l’esterno.
Troppo pochi “non addetti ai lavori”
sanno quanto l’acquariologia di barriera,
in questi ultimi due decenni, si sia trasformata
passando dal “consumo” di animali
alla loro “produzione”. Tuttavia
quando si tratta di proteggere la barriera
corallina, i vantaggi che abbiamo noi acquariofili,
non sono l’unica cosa che conta. L’acquariologia
con l’aiuto della sua enorme capacità
di acquisto, è in grado, qualora
vengano adottate tecniche di prelievi ambientalmente
compatibili di pesci ed invertebrati dai
reef delle aree costiere dei paesi tropicali,
di produrre molto reddito e mantenere innumerevoli
posti di lavoro. Per questo, come Svein
Fosså ci dimostra nella rubrica “A
colloquio con...”, l’imperativo
non può essere soltanto “Basta
con i prelievi in natura”, perché
in questo caso l’ulteriore diffusione
dei metodi distruttivi di cattura del pesce
da alimentazione sarebbe già dietro
l’angolo. Gli uomini dei paesi di
origine dei nostri pesci devono pur poter
vivere di qualcosa. Nel colloquio di Coralli
con questo esperto di acquariologia di barriera
mondialmente riconosciuto vengono analizzate
diverse soluzioni. Come già accennato
nel numero precedente le pagine di Coralli
sono state portate da 80 a 96. Questo significa
che da subito vi offriamo 16 pagine in più
di acquariologia. In questo modo si è
ricavato anche lo spazio per una nuova rubrica
che si occupa dell’acquariologia marina
su Internet. L’influenza di questa
rete internazionale di dati è sempre
più evidente anche nel nostro hobby:
vi si trovano dei forum per lo scambio di
esperienze e opinioni, o pagine Web private
sulle quali vengono presentati acquari e
acquariofili. Gli istituti di ricerca sono
raggiungibili già da diversi anni
attraverso questa autostrada di dati, ma
nel frattempo hanno fatto la loro comparsa
su Internet anche molti produttori di articoli
per acquariologia, offrendo consulenze gratuite
ed altri servizi. Utilizzeremo l’incremento
di questa massiccia presenza dell’acquariologia
su Internet come spunto per presentarvi
all’interno dello “specchio
del Web”, alcune pagine di interesse
per l’acquariofilo marino. Buona navigazione
e...
Buona lettura
Daniel
Knop
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