Sommario
EDITORIALE
LA POSTA DEI LETTORI MAGAZIN
A
COLLOQUIO CON...
Dr.ssa Katarina Fabricius
RARITÀ
REPORTAGE
FOTOGRAFICO
Tridacne
PRATICA
Conoscenze sulle specie più note
di Tridacne
Daniel Knop
REPORTAGE
Protezione del biotopo e non protezione
della specie
Giganti minacciati
Daniel Knop
PANORAMICA
Le conchiglie giganti Tridacnidae
IL
POSTER
Pseudochromis fridmani
Prof. Dr. Ellen Thaler/D. Knop
VIAGGIO
Una avventura nel Mar Baltico
Ambienti vitali tra Fehmar e Rugen
Falk Wieland
REPORTAGE
Forme boccali e stile di vita
Werner Fiedler
AMERICAN
REEFKEEPING PERSPECTIVES
Prof. T. Siegel
PRATICA
Allestimento di un acquario Jaubert
Julian Sprung
REPORTAGE
Inganno e mimetismo
Dr. Lutz Gohr
AMBIENTE
E NATURA
La macchina del tempo
Sandro Mansutti
ACQUARIO
DI GENOVA
Posidonia oceanica
Un prato fiorito sul fondo del mare
Dr.ssa Laura Castellano
OGNI
INIZIO E’ “FACILE”
Le pagine per l’acquariofilo marino
principiante
CONSIGLI
E TRUCCHI
Editoriale
Si sente talvolta il termine di "conchiglie
killer" mentre altre definizioni le descrivono
come "conchiglie assassine". Tuttavia
chi identifica in tal modo questi molluschi
è ben lontano dalla verità,
perché niente si avvicina così
poco allo stile di vita di questi filtratori
come talune denominazioni popolari. Quanto
sia difficile "riabilitare" questi
pacifici molluschi mi divenne più chiaro
dopo una recente trasmissione su di una rete
tedesca (RTL), che presentava ai propri telespettatori
le conchiglie giganti con il termine "conchiglie
assassine" come animali particolarmente
pericolosi, in un contesto sensazionale tra
programmi su squali e Piranha. Il commentatore
definiva i molluschi dalla vita simbionte
come "voraci animali con guscio"
(originale RTL!), che "nella barriera
tendono agguati ai subacquei". Le seguenti
discussioni con i responsabili dell'emittente
non condussero ad alcun risultato, nonostante
le dettagliate spiegazioni sullo stile di
vita delle conchiglie giganti; la trasmissione
venne messa in onda più volte senza
alcun cambiamento. Tutto questo alla faccia
della cultura di questa rete televisiva privata.
Anche dopo una approfondita ricerca bibliografica
venne evidenziato solamente un incidente che
si suppone verificatosi durante gli anni 30.
Un pescatore filippino mise inavvertitamente,
così viene riportato, una gamba nell'apertura
di ingresso di una grossa T. gigas, annegando.
Quando successivamente si portò a terra
la conchiglia per liberare il pescatore deceduto,
venne scoperta la perla più grande
mai trovata da un uomo in tutto il mondo.
Secondo i resoconti doveva essere di forma
squadrata e grande quasi come un pane tostato
e del peso di sette chilogrammi. Nonostante
avessi trovato questa storia in due diverse
pubblicazioni, non sono certo che questo incidente
si sia realmente verificato. Comunque se fosse
accaduto veramente, la perla non avrebbe forse
rappresentato altro che un tentativo da parte
del mollusco, di scusarsi per il non voluto
incidente. Da queste conchiglie giganti ci
si può attendere un pericolo unicamente
se non si scorge l'animale e si allunga la
mano inavvertitamente tra le sue due metà
del guscio, perché per via della livrea
del mantello questo risulta perfettamente
mimetizzato. Questo rischio lo si corre nel
reef ed anche in acquario con molti animali,
perché mimetismo ed inganno sono dei
collaudati metodi nella lotta per la propria
sopravvivenza. Uno dei campioni in assoluto
di questa disciplina è sicuramente
il polpo-mimetico scientificamente ancora
non descritto, che in modo mirato può
assumere la forma corporea di una sogliola,
di un pesce scorpione e addirittura è
in grado di assomigliare ad un velenosissimo
serpente di mare per confondere i nemici.
Ma come dimostrano gli articoli del Dr. Andreas
Spreinat e del Dr. Lutz Gohr, anche molti
altri animali sfruttano la buona fede dei
loro coinquilini, per confondere i nemici
come "imbroglioni" o "nascondendosi"
per reperire delle prede. L'ingegno semplifica
la vita. Questo vale anche per gli acquariofili,
perché da quando la costruzione degli
acquari marini viene condotta con grande varietà
di idee, questo hobby ha vissuto enormi progressi.
Un esempio può essere rappresentato
dall'Acquario-Jaubert, al quale si rifà
Julian Sprung nel suo articolo. Tuttavia anche
in questo caso l'acquariofilo dovrebbe prendere
alla lettera il concetto "varietà
di idee", e tentare di ricercare nuove
vie. Non ci si deve necessariamente decidere
tra il "Sistema Berlinese", quello
a "fanghiglia" oppure quello "Jaubert".
Come giudicate una combinazione ad esempio
tra il "Sistema-Berlinese" ed un
"fondo-Jaubert" supplementare? Siamo
particolarmente felici che il Prof. Jean Jaubert,
dietro nostra richiesta, abbia personalmente
messo mano alla macchina fotografica, per
scattare, presso il Museo Oceanografico di
Monaco, alcune foto per l'articolo di questo
numero di CORALLI e per altri dei biotopi
tropicali marini negli acquari. Comunque anche
se ci dedichiamo con la rivista in gran parte
agli ambienti tropicali, non bisognerebbe
dimenticare che anche nel nord dell'Europa
esistono degli interessanti biotopi marini,
e costituirebbe una imperdonabile dimenticanza
nei riguardi dei nostri lettori non dare almeno
una volta un'occhiata subacquea a questi ambienti.
Per l'acquariofilo è sicuramente interessante
vedere con quali strategie gli abitanti del
Mar Baltico riescono a convivere con un contenuto
salino in perenne cambiamento. Buona
lettura
Daniel
Knop
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