Sommario
EDITORIALE
LA POSTA DEI LETTORI
MAGAZIN
A COLLOQUIO CON...
Alf Jacob Nilsen
RARITÀ
REPORTAGE FOTOGRAFICO
Nano-Reef
PRATICA
Un mondo in miniatura
Daniel Knop
REPORTAGE
I Nano-Reef di Ellen Thaler
Prof. Dr. Ellen Thaler
REPORTAGE
L’acquario nella borsa da viaggio
Dr. Ingo Boto Reize
PANORAMICA
Animali consigliabili per un Nano-Reef
IL POSTER
Il pesce mandarino (P. splendidus)
Wolgang Mai. Knop
VIAGGIO
Immersioni “nell’acqua di caffè"
Una avventura straordinaria
Heiko Blessin
VIAGGIO
Alla soglia del Mare di Flores
Osservazioni subacquee
Falk Wieland
REPORTAGE
Pubertas praecox
Una patologica prematurazione
Prof. Dr. Ellen Thaler
AMERICAN REEFKEEPING PERSPECTIVES
Prof. T. Siegel
PRATICA
Il Metodo-Balling
Apporto di idrogeno carbonato e calcio Hans-Werner
Balling
PRATICA
Esperienze con i coralli duri del genere
Euphyllia
Atakan Sever
PRATICA
Lampade T5
L’illuminazione delfuturo?
Sandro Mansutti
AMBIENTE E NATURA
Una “New Age” nell’acquariologia
marina
Sandro Mansutti
ACQUARIO DI GENOVA
Allevamento di coralli molli
Silvia Lavorano
AMBIENTE E NATURA
Una “coltivazione” di coralli
Lombok Frags
Vincent Chalias (Amblard Overseas Trading)
OGNI INIZIO E’ “FACILE”
Le pagine per l’acquariofilo marino
principiante
PROVATO DA CORALLI
Il filtro a fanghiglia Gilberto Magrone
e Sandro Mansutti
CONSIGLI E TRUCCHI
NOVITÀ DAL MERCATO
Editoriale
"Size does not matter" si dice,
non dipende dalla grandezza. Che cosa potrebbe
adattarsi meglio di un Nano Reef per definire
questo concetto? Anche un minuscolo acquario
può essere affascinante. Negli USA
si parla di un Nano Reef quando la vasca contiene
meno di 80 litri. Ma con questo hanno fine
le precise definizioni del concetto, dato
che termini quali Nano, Micro, Pico o mini
reef vengono tranquillamente mescolati tra
loro. Chiunque negli USA sembra avere il proprio
metro quando si tratta di chiarire tale significato.
Per questa ragione è forse meglio semplificare
parlando sempre di Nano Reef nel caso di tutte
le piccole vasche. Un acquario definibile
Nano Reef ha solitamente un contenuto di 40,60
o 80 litri. Ma perché devono essere
solamente i telefoni cellulari o i computer
portatili a diventare più attraenti
attraverso la miniaturizzazione? Perché
non estendere la preferenza anche agli acquari
di barriera? Se qualcuno trova particolarmente
affascinante un piccolo acquario, allora perché
non assecondare tale idea? Cosa né
dite di una vasca di barriera di sei litri
da collocare nella libreria tra Dante e Manzoni?
O di un biotopo marino di tre litri accanto
al libro sulle teorie di Darwin? Addirittura
con un volume di 400 millilitri si riesce,
come dimostrano le mie esperienze degli ultimi
mesi, ad allestire un minuscolo biotopo marino,
se vi si inseriscono gli animali adatti. Anche
un paio di piccole lumache, delle stelle e
delle pulci di mare possono risultare affascinanti.
Un sensibile vantaggio degli acquari piccoli
e molto piccoli consiste nell'attenzione che
vi si presta, dato che non sfuggono i particolari
solitamente travisati in una grande vasca
di barriera. Ma considerare tali peculiaretà
sarebbe sensato anche nei grandi impianti
marini. Siete in grado di dire se nel vostro
acquario di barriera vivono animali che non
sono ancora stati descritti scientificamente?
La cosa non è tanto improbabile come
può sembrare. Le molte prime descrizioni
di specie nuove fatte negli acquari pubblici,
ai quali ci riferiamo nella rubrica delle
attualità, hanno evidenziato che una
sorprendente quantità di vita marina
sconosciuta è racchiusa nei nostri
contenitori di vetro. E se questo vale anche
per il vostro acquario, chi può accorgersene
se non voi stessi? Dopo tutto siete voi ad
aver costruito a casa un "pezzo di natura
subacquea concentrata, a mantenerla in vita
e ad avere un dialogo ininterrotto con questo
Mini Mondo". Questo "dialogo",
tra l'altro un termine molto adatto a definire
il rapporto tra l'acquariofilo e gli abitanti
della sua vasca di barriera, costituisce un
presupposto per la vita degli animali di acquario.
Dopo tutto siamo sempre noi acquariofili a
decidere con quale grandezza di vasca, tipo
di acqua o illuminazione devono convivere
i nostri animali e quale sia la composizione
chimica del loro elemento, l'acqua marina.
Per poter riconoscere le necessità
degli animali, un tale "dialogo"
tra noi uomini e loro è irrinunciabile
perché solo in questo modo sapremo
identificare le reazioni degli abitanti dell'acquario
nei riguardi del loro ambiente. Una parte
di questo "dialogo" riguarda la
misurazione ed il controllo della composizione
minerale dell'acqua, ad esempio del calcio,
del magnesio e degli ioni di carbonato. Certo
non esiste "un'acquariologia da ricetta
culinaria", con la quale basta seguire
le indicazioni "si prenda un pò
di questo...o quello". Fortunatamente
però alcuni fattori nell'acquariologia
di barriera godono di una certa oggettività,
cosicché possono essere ben controllati
e a questi appartiene anche il rifornimento
degli elementi minerali carenti. Ma sono anche
altri gli elementi di questo hobby ad essere
in un certo senso racchiudibili nello stesso
ambito. La quantità di alimento, ad
esempio, contenuto in un cubetto di mangime
congelato. Quello che si può scoprire
controllando meglio, lascia talvolta stupefatti.
A tal riguardo vi rimandiamo alle immagini,
dato che con le sole parole contenute nella
rubrica "Consigli e trucchi" questa
non sarebbe potuta essere esaustiva come al
solito. Buona
lettura
Daniel
Knop
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