Sommario
EDITORIALE
LA POSTA DEI LETTORI
MAGAZIN
A COLLOQUIO CON...
LO SPECCHIO DEL WEB
RARITÀ
REPORTAGE FOTOGRAFICO
Gamberetti pistolero
REPORTAGE
Pistoleri sotto ai riflettori
Daniel Knop
PRATICA
Veri tiratori
II gamberetti pistolero della famiglia Alpheidae
Prof.ssa Dott.ssa Barbara Schmitz e Daniel
Knop
PRATICA
Gamberetti pistolero e ghiozzi simbionti
Osservazioni e considerazioni
Prof.ssa Dott.ssa Ellen Thaler
PANORAMICA
Specie Alpheidae tropicali dalla vita simbionte
IL POSTER
L’anemone dalle palline bianche
(Corinactis sp.)
Daniel Knop
VIAGGIO
Mabuhay ang Pilipinanas
Benvenuti alle Filippine
Ulrike e Uwe Rzeha
AMERICAN REEFKEEPING PERSPECTIVES
Prof. T. Siegel
PRATICA
Alghe Nori - un valido mangime per pesci
Monica Kropf
PRATICA
Il sobillatore
Brevi esperienze con un pesce istrice
Prof.ssa Dott.ssa Ellen Thaler
RITRATTI D’ACQUARIO
Il malfattore
Sven Hildebrand
REPORTAGE
Pesci del Mar Rosso
Ewald Lieske
OGNI INIZIO E’ “FACILE”
Le pagine per l’acquariofilo marino
principiante
CONSIGLI E TRUCCHI
BIBLIOTECA
Editoriale
Immaginatevi di entrare in una stanza nella
quale è presente un acquario. In questa
vasca si trova un anemone Bartholomea annulata,
non molto diversa da un sovradimensionato
anemone di vetro. Proprio nel momento in cui
varcate la porta, l’anemone si ritira
“spaventato” sotto ad una roccia.
La prima volta si pensa ancora ad un caso.
Ma tutto ciò è riproducibile,
ed è replicabile a piacimento, come
ho potuto stabilire con sorpresa. L’anemone
vive in un piccolo acquario, collocato in
un ambiente separato, predisposto per riprese
di film e fotografie. Ma come fa questo anemone
“privo di vista”, che per via
della sua semplice fisiologia non ha la possibilità
di percepire visualmente il suo ambiente circostante,
ha scoprirmi, quando entro nella stanza? Per
svelare questo segreto, è necessario
dare una occhiata sotto al disco boccale dell’anemone,
perché è lì che si riconoscono
due piccoli e straordinariamente graziosi
gamberetti pistolero del genere Alpheus, che
conducono la loro esistenza simbionte. Le
antenne striate di rosso e di bianco si confondono
tra i tentacoli a bande, mantenendo il contatto
con l’attinia. Appena un potenziale
nemico si avvicina i minuscoli Alpheidi si
precipitano velocemente sotto ad una roccia
protettiva. L’improvviso movimento nei
suoi dintorni, scatena anche nell’anemone
una reazione di fuga, che si ritira a ritroso
sotto la copertura. Sono felice di essere
riuscito a predisporre, per le riprese filmate
e fotografiche, di alcune comunità
viventi formate da gamberetti e ghiozzi o
da gamberetti ed anemoni. La cosa è
tutt’altro che semplice; non sempre
si ha l’opportunità di reperire
presso un importatore una determinata specie
di gamberetto pistolero, e neppure è
facile procurarsi da un rivenditore specializzato
un anemone o un ghiozzo simbionte adatto.
Ma tanto più durante le ultime settimane
ho avuto a che fare con questi gamberetti
pistolero, tanto meno riesco a capire perché
le cose stiano cosi. Per quale ragione queste
strette comunità viventi di animali
marini, dipendenti l’uno dall’altro,
vengono strappate per il commercio acquariologico?
Perché sono offerti separatamente,
con la conseguenza che solo difficilmente
potranno ricongiungersi nell’acquario?
Dopo tutto da un punto di vista acquariologico
dovrebbe essere scontato che in commercio
i gamberetti pistolero vengano sempre offerti
insieme al loro partner di simbiosi! È
una richiesta che dovrebbe essere indirizzata
agli esportatori e prima ancora a coloro che
effettuano le catture. Ma non solo nell’ambito
di una simbiosi, la presenza di determinati
altri animali rappresenta la chiave per un
comportamento naturale ed armonico. La cosa
vale anche per i pesci corallini, ad esempio
per il mantenimento in coppia. Persino l’esistenza
di individui estranei alla specie può
essere importante: “una comunità
di pesci ben ponderata ed armonica sembra
realizzarsi piuttosto alla presenza di varie
personalità di esemplari”, come
sostiene l’etologa Prof.ssa Ellen Thaler
nel suo articolo. La presenza di un pesce
particolarmente grande, infatti, ha un visibile
effetto sulla comunità rimanente. E
tanto più si ragiona, tanto meno questa
osservazione può sorprendere, perché
in sostanza anche tra noi umani accade lo
stesso. Tuttavia la creazione di una armonica
comunità vivente in acquario presuppone
sempre una sufficiente somministrazione di
cibo. Può suonare banale, ma spesso
questo aspetto viene trascurato, conducendo
a innaturali comportamenti aggressivi tra
conspecifici o tra diversi animali. Un Alpheus
divorerebbe i suoi ghiozzi piuttosto che morire
di fame, e una gran parte dei comportamenti
di aggressività intraspecifica, che
nei libri specializzati sono documentati come
tipici delle varie specie, possono in realtà
essere riconducibili a lotte indotte dalla
fame e per la difesa del cibo. Anche nei pesci
l’amore passa per lo stomaco, afferma
Ellen Thaler. Pertanto la somministrazione
abbondante e variegata di alimento dovrebbe
essere vista come una sorta di hobby dell’acquariofilo
di barriera. In questo modo, si rendono possibili
delle affascinanti osservazioni comportamentali,
perché quello che avviene è
molto più di una sola assunzione di
cibo, come potrete constatare nell’articolo
di Monica Kropf sulle alghe Nori.
Buona
lettura
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