Sommario
EDITORIALE
LA POSTA DEI LETTORI
MAGAZIN
A COLLOQUIO CON...
LO SPECCHIO DEL WEB
RARITÀ
REPORTAGE FOTOGRAFICO
Cavallucci marini
Rudie Kuiter
REPORTAGE
"Marsupiali” tra le alghe
La riproduzione dei cavallucci marini
Rudie Kuiter
PRATICA
Miglioramenti nell’allevamento dei
cavallucci marini delle specie Hippocampus
kuda e H. fuscus Wolfgang Mai
PRATICA
Quando l’amore diventa fatale - I
cavallucci marini e la loro situazione ecologica
Daniel Knop
PANORAMICA
I cavallucci marini
IL POSTER
Il gambero arcobaleno
(Pseudosquilla ciliata)
Daniel Knop
VIAGGIO
Clipperton - L’isola dimenticata
Dr. Gerald Allen
AMERICAN REEFKEEPING PERSPECTIVES
Prof. T. Siegel
PRATICA
“Un sorriso prego” - La fotografia
in acquario
Daniel Knop
RITRATTI D’ACQUARIO
L’acquario con gola di barriera
Dott. Jochen Lohner
REPORTAGE
Il fitoplancton nell’acquario di barriera
Dott. Bernd Kroon
REPORTAGE
Panorami di calcio - Come i coralli forgiano
il volto della terra
Werner Fiedler
OGNI INIZIO E’ “FACILE”
Le pagine per l’acquariofilo marino
principiante
CONSIGLI E TRUCCHI
BIBLIOTECA
NOVITÀ DAL MERCATO
Editoriale
Questo numero della rivista è dedicato
in gran parte ai cavallucci marini. Questi
animali sono specialisti dell’alimentazione,
come tutti i signatidi. La bocca tubolare
formatasi dalla congiunzione dell’apparato
mandibolare inferiore con quello superiore
(dal greco syn = insieme, gnathos = mandibola),
costituisce la caratteristica più importante
per tale specializzazione. Purtroppo i cavallucci
marini provenienti da catture effettuate in
natura, che attraverso il commercio arrivano
all’acquario, sono quasi sempre smagriti,
ed anche con grande regolarità, tanto
che molti acquariofili ritengono completamente
normali le incavature delle placche ossee
di un animale dimagrito. I cavallucci marini
devono avere questo aspetto, o no? No, non
devono averlo! Nell’anteprima all’interno
del numero 15, vengono presentati due animali
con due diversi stati nutrizionali: a destra
un esemplare ben alimentato e a sinistra uno
denutrito, appena arrivato da un grossista.
Stigmatizzo queste circostanze con tale evidenza,
perché con il titolo tematico “Cavallucci
marini” non vogliamo contribuire a far
soffrire e morire di fame in acquario altri
esemplari di questi affascinanti pesci, ma
vogliamo ottenere l’esatto contrario.
Ugualmente non è nostra intenzione
incentivare la cattura in natura, ma la loro
riproduzione in ambito acquariologico. Pertanto,
cari lettori, se volete mantenere o addirittura
riprodurre i cavallucci marini, dovreste avvalervi
di animali di allevamento e non sperimentare
con esemplari originanti da catture effettuate
negli ambienti naturali. Solamente con quelli
riprodotti avrete la certezza di ottenere
degli animali ben nutriti, sani e di specie
relativamente facili da mantenere. La riproduzione
dei cavallucci marini rivestirà in
futuro una veste ancora più importante,
perché nel novembre del 2002 la conferenza
per la protezione delle specie a Santiago
del Cile, ha stabilito di inserire questi
pesci nella Convenzione di Washington. Del
naturale ambiente vitale dei cavallucci marini,
fanno parte le alghe. Le alghe non sono però
sempre quello che gli acquariofili si aspettano:
formazioni simili ai vegetali superiori, con
steli e talli somiglianti a foglie. Alcune
hanno una similitudine maggiore con una fetta
di limone, una antica scatola di cipria o
con una costruzione dalla delicata architettura.
Anche nei riguardi della loro fisiologia la
maggioranza di noi ne sa ben poco, nonostante
nell’ambiente marino si debba attribuirle
senza dubbio un ruolo chiave. Tutto questo
in gran parte ci sfugge, dato che la straordinaria
estetica di molte alghe planctoniche si svolge
in un ordine di grandezza accessibile solamente
ad un microscopio elettronico a scansione.
Unicamente una rappresentazione fortemente
ingrandita ci può fornire una impressione
visiva di questi affascinanti esseri viventi.
Per questo la raffigurazione e la fotografia
costituiscono nell’acquariologia marina
una tematica centrale, dato che vi possiamo
incontrare molti esseri viventi dai colori
e dalle forme fantastiche. Che cosa potrebbe
esserci di meglio che immortalare su una pellicola
questi attraenti animali marini? Certo, bisogna
ammettere che non è sempre così
semplice arrivare a dei risultati soddisfacenti,
perché le riflessioni di luce sui vetri
dell’acquario, complicano la vita al
fotografo quanto le deformazioni ottiche prodotte
dalle stesse, o dalla fuga degli animali intimoriti
dalla macchina fotografica. Tra l’altro
può accadere perfino l’esatto
contrario, e cioè che dei pesci si
intrattengano proprio davanti al mezzo di
ripresa, bloccando ogni tentativo e generando
grande disappunto, come io stesso ho avuto
spesso modo di verificare durante dei lavori
fotografici o di ripresa di filmati. E credetemi,
tutto ciò non è sempre gradevole!
Tuttavia chi è a conoscenza di alcune
basilari regole di fotografia in acquario
e le applica con cura, sarà in grado
di superare diverse tipiche complicazioni.
Che moltissimi acquariofili riescano a farlo,
lo dimostrano le centinaia di immagini realizzate
e presenti anche su Internet. Anche dei fotografi
dilettanti producono spesso delle foto sorprendentemente
buone.
Buona
lettura
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