Sommario
EDITORIALE
LA POSTA DEI LETTORI
MAGAZIN
A COLLOQUIO CON...
RARITÀ
REPORTAGE FOTOGRAFICO
Pesci Lima
Prof.ssa Dott.ssa Ellen Thaler
REPORTAGE
Il maestro dell’imitazione
Paralutheres prionurus
Il pesce lima mimo
Prof.ssa Dott.ssa Ellen Thaler
REPORTAGE
I pesci lima della famiglia Monacanthidae
Prof.ssa Dott.ssa Ellen Thaler
REPORTAGE
Fedeli a vita senza alcun tradimento:
le specie Oxymonacanthus
Prof.ssa Dott.ssa Ellen Thaler
REPORTAGE
Una analisi motivazionale
Come determinare un pesce lima
Prof.ssa Dott.ssa Ellen Thaler
PANORAMICA
I pesci lima
Prof.ssa Dott.ssa Ellen Thaler
IL POSTER
Il riccio puntaspilli blu
(Asthenosoma ijimai)
Daniel Knop
VIAGGIO
L’affascinante Mar Rosso
Kai Velling
AMERICAN REEFKEEPING PERSPECTIVES
Prof. T. Siegel
PRATICA
Immagini a fuoco
Fotografia ravvicinata e macro nell’acquario
marino
Daniel Knop
REPORTAGE
Terra in vista per un allevamento di coralli
Daniel Knop
REPORTAGE
Lo stagno di bassa marea
Adattamento ad un ambiente estremo
Dott. Lutz Gohr
RITRATTI D’ACQUARIO
Tutto intorno un’ottima visuale
Pieter van Suijlekom
OGNI INIZIO E’ “FACILE”
Le pagine per l’acquariofilo marino
principiante
CONSIGLI E TRUCCHI
BIBLIOTECA
NOVITÀ DAL MERCATO
Editoriale
I pesci lima fanno parte della famiglia Monacanthidae.
La denominazione si riferisce alla mancanza
del secondo aculeo dorsale, con l’aiuto
del quale gli strettamente imparentati pesci
balestra riescono ad erigere il primo. Nell’acquariologia
marina di barriera i pesci lima hanno conseguito
solamente una moderata popolarità,
rendendo pertanto poco noto l’affascinante
comportamento di questa famiglia. Alcuni pesci
lima sono in grado di trasmettere ai loro
conspecifici le variazioni dello stato umorale
con l’aiuto di segnali cromatici. Una
specie è in un certo senso il “camaleonte
dei pesci corallini”, perché
nel suo caso la variazione dei colori è
così intensa e convincente, che i tassonomi
vengono ingannati uno dopo l’altro.
Ma sono anche altri gli appartenenti di questo
astuto gruppo di pesci, ad essere provvisti
di qualche trucco, non meno sbalorditivo.
Imitare ingannevolmente i pesci velenosi,
per essere al sicuro dai predatori? Nessun
problema! Perfino la fedeltà a vita,
con il sicuro riconoscimento del singolo individuo,
non è un comportamento raro tra i pesci
lima. Gli adattamenti all’ambiente sono
nel loro caso ricchi di variazioni. A confronto
la capacità di adattamento ad uno stagno
di marea ha pretese ben più dure. Chi
si decide per una esistenza in questo ambiente
inospitale, sfugge certamente a molti predatori,
ma in cambio il pedaggio richiesto è
un adattamento ad un habitat estremo ed impietoso.
Più che in quasi tutti gli altri biotopi
di questo pianeta, il confine tra vita e morte
è a stretto contatto, e similmente
a diversi ambienti estremi, come ad esempio
il deserto, anche qui sono richieste raffinate
strategie. Chi pertanto fosse portato a sostenere
che gli stagni di marea sono delle cavità
fangose prive di vita, è completamente
in errore. Anche chi metterà solo un
piede in una di queste pozze di marea, verrà
osservato da innumerevoli paia di occhi. Certo
va detto che è necessario osservare
con maggiore accuratezza per individuare i
possessori di questi occhi, ma è straordinariamente
affascinante riuscire a percepire le loro
tecniche di sopravvivenza. Ciò non
si verifica però solamente in uno stagno
di marea. In ogni reef corallino si trovano
degli habitat che richiedono un adattamento
del tutto speciale, determinando una modificazione
dei loro abitanti, influenzando addirittura
lo sviluppo corporeo. Alcuni pesci mostrano
un portamento talmente diverso da quello dei
loro soliti simili, da portare quasi alla
creazione di un nuovo concetto. I cavallucci
marini costituiscono in questo senso un ottimo
esempio, dato che il loro insolito nuoto e
la particolare morfologia corporea, allontana
da molti la concezione di pesce. Ma come si
può apprendere durante una attenta
immersione nel Mar Rosso, non sono solamente
le modificazioni del portamento a far parte
delle strategie di sopravvivenza dei pesci.
Le innumerevoli comunità di diversi
organismi, sono un segno dell’enorme
ricchezza di idee della natura, quando si
tratta di far fronte a problemi esistenziali.
Dei crostacei che posizionano degli anemoni
sul guscio di una lumaca di mare morta, per
mimetizzarsi e per difendersi, sono un esempio
che si può trovare anche nel Mar Rosso.
Queste comunità presuppongono un adattamento
comportamentale da parte di entrambi i partner,
e talvolta questi animali sono perfino disposti
a far entrare l’uomo nel rapporto di
vita marina. Presso una stazione di pulizia
nella barriera, dove i gamberetti liberano
i pesci corallini dai parassiti cutanei, è
possibile vivere questa esperienza, e questo
comportamento è osservabile anche in
acquario. L’enorme varietà di
specie, che rende così avvincente una
comunità di barriera, non è
sempre facilmente esplorabile. Non è
quasi possibile ottenere una completa visione
di una classe di animali, e perfino la determinazione
di una singola specie può costituire
una impresa lunga e complicata. Nel caso dei
coralli queste problematiche sono particolarmente
evidenti, perché le caratteristiche
di identificazione sono molto meno visibili
rispetto ad altri gruppi di animali. Per rendere
più controllabili queste difficoltà,
almeno nei riguardi dei coralli duri, un noto
tassonomo unitamente ai suoi collaboratori,
ha prodotto un software interattivo per computer,
che aiuta durante la determinazione specifica
dei coralli duri. Maggiori informazioni sono
disponibili in questo numero. Buona
lettura
Daniel
Knop
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