Sommario
EDITORIALE
LA POSTA DEI LETTORI
MAGAZIN
A COLLOQUIO CON...
RARITÀ
REPORTAGE FOTOGRAFICO
Nudibranchi
Daniel Knop
REPORTAGE
Nudibranchi
Kai Vellig
REPORTAGE
La fisiologia dei nudibranchi
Daniel Knop
PRATICA
La riproduzione del divoratore di Aiptasia
Berghia verrucicornis
Antony Calfo
PANORAMICA
I nudibranchi
IL POSTER
Il pesce angelo pigmeo
(Centropyge loriculus)
Frank Schneidewind
IL VIAGGIO
Atlantide è riemersa!
L’acquario più spettacolare
del mondo
Frank Schneidewind
AMERICAN REEFKEEPING PERSPECTIVES
Antony Calfo
REPORTAGE
Nani velenosi:
le bavose dai denti a sciabola del genere
Meiacanthus
Proff.ssa Dott.ssa Ellen Thaler
PRATICA
Montipora tuberculosa
Rittratto di un corallo
Karen e Wolgang Loch
REPORTAGE
Organismi marini al microscopio elettronico
a scansione
Dott. Karl-Heinz Linne von Berg
OGNI INIZIO E' "FACILE"
Le pagine per l’acquariofilo marino
principiante
NOVITA' DAL MERCATO
CONSIGLI E TRUCCHI
BIBLIOTECA
Editoriale
Molti
nudibranchi non sono adatti per un mantenimento
in acquario. Nonostante questo continuano
ad essere presenti nelle vasche dei negozianti
specializzati, spesso per caso come passeggeri
“clandestini” sul substrato di
un corallo. La loro bellezza induce molti
acquariofili all’acquisto, in particolar
modo quelli meno esperti. Pertanto conoscere
il loro modo di vivere e soprattutto quello
di alimentarsi è importante per comprendere
perché questi coloratissimi molluschi
non abbiano quasi alcuna possibilità
di sopravvivenza in un acquario di barriera.
È altresì essenziale essere
a conoscenza del loro effetto tossico, dato
che nel volume limitato di un acquario può
generare dei problemi. Va inoltre puntualizzato
un altro fatto: i nudibranchi che si cibano
dei coralli molli sono considerati in acquariologia
come “dannosi” ed hanno pertanto
una “pessima immagine”. In questa
maniera comunque, si fa un torto ad ogni animale.
Tutte le creature sotto la protezione dell’uomo
possono fare soltanto ciò che corrisponde
alle loro caratteristiche naturali, perché
tramite queste reagiscono alle condizioni
che sono ricreate in acquario. Se manca il
nutrimento per il quale gli animali si sono
specializzati, allora moriranno. Se invece,
come nel caso dei nudibranchi divoratori di
coralli il nutrimento è ampiamente
disponibile e se mancano addirittura i predatori
che in natura hanno portato questi animali
a sviluppare un strategia riproduttiva ricca
di discendenti, si moltiplicheranno rapidamente,
danneggeranno i coralli e si proporranno ben
presto quali nostri nuovi nemici. Il problema,
in ogni caso, è causato dalle condizioni
ambientali artificiali ricreate in acquario,
e non dai nudibranchi che si nutrono dei coralli.
Se volessimo invece mantenere questi animali
in una vasca tematica, nutrendoli con dei
coralli molli, allora non sussisterebbero
controversie. Nel caso dei nudibranchi Berghia
verrucicornis, descritti nel 1864 da A. Costa,
fino ad ora nessun acquariofilo si è
lamentato della loro voracità. La differenza
sostanziale tra questi ed il genere Tritoniopsis
consiste nel fatto che divorano gli anemoni
di vetro e non gli amati coralli. Nonostante
ciò, il solerte divoratore di Aiptasia
è poco conosciuto in Europa ed è
reperibile solo molto raramente. Per cambiare
questo stato di cose, il nostro autore americano
Anthony Calfo ne ha portato qualcuno nel vecchio
continente, ed è così che la
specie viene attualmente riprodotta per diffonderla
nel settore dell’acquariologia di barriera.
Nel caso non si ottenessero risultati, sono
in programma altri tentativi per fare in modo
che questi utili animaletti possano diventare
disponibili per ogni acquariofilo di barriera
ed anche i prezzi calino ad un livello accettabile.
Sorprende la capacità dei nudibranchi
di imitare esteriormente taluni animali marini
velenosi, senza diventarlo loro stessi. Nel
caso delle bavose dai denti a sciabola si
osserva qualcosa di molto simile, perché
anch’esse dispongono di imitatori che
copiano un pesce velenoso, nonostante loro
stessi siano completamente innocui, sfruttando
una qualità che in realtà non
posseggono. Questo fenomeno si verifica anche
nella comunità umana, perché
anche qui esistono degli imitatori che copiano
gli altri nella speranza di poter veleggiare
più velocemente nella loro scia piuttosto
che con le proprie forze. L’imitazione
rappresenta la forma più elevata di
approvazione, nel regno animale come nella
comunità umana. L’acquario al
contrario rappresenta molto più di
una copia, il superlativo, quello che Sol
Kerzner ha creato sulla sua piccola isola
privata Paradise Island alle Bahamas, vuole
ricordare il regno insulare di Atlantide,
del quale parlò il filosofo greco Platone
nell’antichità. Ad ogni modo,
ha delle qualità del tutto particolari,
ed è interessante poter osservare quello
che ne deriva, quando un “acquariofilo”
dispone di 850 milioni di dollari per soddisfare
le proprie mire ludiche, un budget che dovrebbe
superare ampiamente quello a disposizione
di un comune appassionato, perlomeno nel caso
di una stima contenuta. Buona
lettura
Daniel
Knop
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