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Il
numero di questo mese
Coralli Nr.30 (Settembre - Ottobre 2005)
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Sommario
2 EDITORIALE
3 LA POSTA DEI LETTORI
4 MAGAZIN
11 A COLLOQUIO CON…
16 RARITÀ
18 REPORTAGE FOTOGRAFICO
Pesci pagliaccio
Daniel Knop
28 REPORTAGE
Pesci pagliaccio “Simpatici ma mordaci”
Prof.ssa Dott.ssa Ellen Thaler
38 PRATICA
Nozioni sulla sistematica dei pesci pagliaccio
Frank Schneidewind
38 PRATICA
La riproduzione dei pesci pagliaccio
Wolfgang Mai
45 PANORAMICA
Sistematica panoramica dei pesci pagliaccio
Frank Schneidewind
47 IL POSTER
La conchiglia gigante
Werner Fiedler
50 VIAGGIO
Tranquille meraviglie
Viaggi subacquei tra due isole delle Antille
Werner Fiedler
58 PRATICA
Infestazione di turbellari
Rischi del trattamento chimico
Harald Muller e Robert Baur-Kruppas
62 AMERICAN REEF KEEPING
Anthony Calfo
67 REPORTAGE
Vermi spruzzatori
Daniel Knop
70 REPORTAGE
Tsunami e barriere coralline
Dott.ssa Elizabeth Wood
76 RITRATTI D’ACQUARIO
Un secchio di sale con conseguenze
Marcus Fuchs
80 OGNI INIZIO È FACILE
Le pagine per l’acquariofilo marino
principiante
Daniel Knop
84 CONSIGLI E TRUCCHI
86 REPORTAGE
Organismi marini al microscopio elettronico
a scansione
Una stella marina
Dott. Karl-Heinz Linne von Berg
89 NOVITÀ DAL MERCATO
Editoriale
Balordo, villano, bonaccione: sono solo alcune
delle definizioni della parola pagliaccio.
Niente di tutto ciò però, neppure
lontanamente, rende giustizia ai pesci pagliaccio
dal nuoto dondolante e dalla colorata livrea
che pare essere stata disegnata. Nonostante
tutto però, chiunque li osserva non
può fare a meno di pensare alla vistosa
colorazione della faccia di un pagliaccio.
Solo pochi altri animali dei reef corallini
sono capaci di risvegliare in così
tante persone emozioni come i pesci pagliaccio.
L’enorme successo del film “Nemo”,
nel quale il ruolo principale è stato
interpretato da un pesce pagliaccio (virtuale),
dimostra quanto sia sostanzialmente grande
l’interesse degli uomini per gli organismi
marini, basta offrire ad ogni gruppo di riferimento
l’affascinante mondo dei mari nel modo
adatto. Quello “adatto” non corrisponde
sempre ad una direzione strettamente scientifica.
Per stimolare l’interesse, ci si può
avvalere anche profondamente della prosa,
per sviluppare ad esempio delle toccanti storie
intorno ad un pesce pagliaccio. Perfino se
un bambino che ha visto questo film, anni
dopo scopre che il reef in realtà è
qualcosa di completamente diverso. Dopo tutto
la sua attenzione è stata attirata
verso questo ambiente, per stimolare interesse
nei riguardi di un ecosistema infinitamente
prezioso e bisognoso di protezione. È
in ogni caso possibile percorrere anche un’altra
via, quella più specialistica e attinente
alla realtà. In maniera specializzata
anche se giocosa e relazionata al divertimento,
come dimostra la giovane Sarah Noack. Questa
ragazza ha sviluppato un affascinante concetto,
con il quale aiuta i bambini a comprendere
i favolosi ambienti marini, non solo nel senso
letterale della parola, ma anche in maniera
più primordiale come con la “comprensione”
attraverso l’uso delle mani. È
lei stessa, tuttavia, a non realizzare ancora
del tutto, che pochi giorni dopo l’intervista
con CORALLI, è riuscita ad ottenere
un finanziamento a lungo atteso da parte della
Light-house-Foundation, per il suo nuovo progetto.
In tal modo, potrà finalmente realizzare
il suo piano per trasmettere nozioni sulla
“biologia e la protezione dei reef”
ai figli dei pescatori indonesiani. Continueremo
naturalmente a seguire i successivi sviluppi.
In questo numero prenderemo in esame le conseguenze
dello Tsunami, che senza dubbio costituisce
una delle maggiori catastrofi naturali del
secolo appena iniziato. L’onda ha attraversato
con inaudita violenza i reef corallini, e
per settimane non è stato possibile
chiarire le conseguenze per questi delicati
ecosistemi. Nel frattempo sono stati portati
a termini molteplici esami, rendendo possibili
alcune conclusioni. Si tratta di approfondimenti
importanti soprattutto in relazione agli interventi
per mezzo dei quali in alcune località
sarà possibile limitare i danni, o
perlomeno favorire i naturali meccanismi di
rigenerazione. Con sempre maggiore frequenza,
inoltre, abbiamo la conferma che le coste
con la zona delle mangrovie danneggiata, sono
state esposte ad una maggiore violenza da
parte dell’onda rispetto a quelle con
l’area ancora intatta. Probabilmente
non è evitabile un certo impoverimento
delle specie nei reef particolarmente colpiti,
in particolare se gli stessi qualche anno
fa hanno già sofferto per la comparsa
di El Niño. L’enorme perdita
rappresentata dalla perdita di una specie
diventa evidente in un acquario marino. La
biodiversità al suo interno non è
solamente stimolante, ma quasi qualcosa di
simile ad un “capitale d’impresa
biologico”. Molti organismi, dei quali
nemmeno sospettiamo l’esistenza nelle
nostre vasche di barriera, giocano probabilmente
un ruolo importante in questi ecosistemi artificiali.
Per noi acquariofili dovrebbe costituire una
ragione sufficiente per evitare l’impiego
di medicinali, ad esempio per il contrasto
di animali come i platelminti, che si riproducono
eccessivamente diventando un problema per
il sistema del nostro acquario. In questo
caso è preferibile utilizzare soprattutto
metodi di contrasto biologici o meccanici,
come puntualizzato anche da una prova mirata
descritta in un articolo di questa uscita.
Buona lettura
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