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  Il numero di questo mese
Coralli Nr.32 (Marzo-Aprile 2006)

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Sommario

2 EDITORIALE
3 LA POSTA DEI LETTORI
5 MAGAZIN
8 A COLLOQUIO CON…
14 RARITA’
15 LO SPECCHIO DEL WEB
16 REPORTAGE FOTOGRAFICO
Mangime vivo Daniel Knop
24 PRATICA Coltura di fitoplancton Wolfgang Mai
29 PRATICA
Organismi planctonici animali
Wolfgang Mai
34 REPORTAGE
Allevamento di copepodi – Perché
Johannes Dürbaum
38 REPORTAGE
Mangimi vivi commerciali
Dott. Patrick Schubert & Dott. Holger Kraus
42 PRATICA
Guppy di acqua salata
Prof.ssa Dott.ssa Ellen Thaler
44 PANORAMICA
Mangimi vivi per l’acquariologia marina
47 IL POSTER
Il corallimorfaro Florida
(Ricordea florida)
Daniel Knop
52 VIAGGIO
Bali – Immersioni nel paese degli dei
Stine Pelz e Kai Valig
58 PRATICA
Esperienze con una importazione di lumache
Harald Mülder e Robert Baur Kruppas
62 REPORTAGE
L’oceanario di Lisbona
Alf Jacob Nilsen
68 AMERICAN REEF KEEPING
Anthony Calfo
72 PRATICA
La fotografia in un acquario marino
Siegfrid Bäsler
77 OGNI INIZIO E’ FACILE
Le pagine per l’acquariofilo marino principiante
Daniel Knop
82 CONSIGLI E TRUCCHI
84 NOVITA’ DAL MERCATO




Editoriale

Il mantenimento con successo degli animali marini non può prescindere da una alimentazione ottimale. Infatti, gran parte delle difficoltà che si incontrano sono riconducibili proprio a problematiche nutrizionali. Buoni esempi, a tal riguardo, sono i coralli non zooxantellati, le spugne o le ascidie. Una parte significativa dei progressi futuri nell’acquariologia di barriera dipenderà sicuramente da miglioramenti nel campo dell’alimentazione. Non si vuole, con questo, cercare di sminuire i meriti qualitativi dei mangimi artificiali. Ma, anche se l’industria, attraverso una crescente conoscenza della fisiologia degli animali da nutrire, è riuscita nel corso dei trascorsi decenni a perfezionare continuamente i mangimi artificiali, una parte irrinunciabile nell’alimentazione degli animali da acquario è costituita da organismi vivi. Probabilmente anche in futuro, in tal senso, poco cambierà. Già soltanto l’innesco dei processi di accettazione del cibo, attraverso stimoli predatorii molto precisi che un alimento artificiale non è in grado di offrire, richiede per molte specie un nutrimento vivo. In ogni caso, i due componenti principali dell’alimentazione dei nostri animali di acquario, i mangimi artificiali e il cibo vivo, non vanno certo contrapposti, né l’uno è in grado di escludere l’altro. Al contrario, se li si combina tra loro, possono integrarsi straordinariamente bene. Ad esempio, tramite l’arricchimento degli organismi da somministrare come nutrimento, talvolta è possibile apportare alle larve di pesci e crostacei delle sostanze di valore nutritivo e fisiologico. Un ulteriore passo in avanti si aspetta dalla “sfida”, tuttora aperta, dei cicli nutrizionali chiusi, che producono alimento vivo nell’acquario stesso. Uno dei primi esempi in questa direzione è stato l’esperimento che ho condotto durante gli anni ’80, dove dei Black Molly adattati all’acqua marina venivano mantenuti insieme a dei cavallucci marini in una vasca con alghe: i Black Molli si riproducevano in vasca e i cavallucci marini si alimentavano predando i giovani pesci. Anche se a noi può sembrare ripugnante, tecnicamente il sistema funzionava alla perfezione. Mangiare ed essere mangiati, dopo tutto, fa parte della realtà, in un acquario di barriera così come in natura. Un esempio indicativo, a tal riguardo, sono i molluschi gasteropodi predatori, che occasionalmente finiscono nell’acquario arrecandovi danni, visto che si nutrono del “cibo vivo” che non volutamente mettiamo a loro disposizione. Giungono non visti nelle vasche, per via del loro perfetto mimetismo con le rocce vive o con il substrato dei coralli, oppure perché siamo conquistati dalla bellezza del loro guscio e non siamo a conoscenza delle loro abitudini alimentari. Ciò non deve meravigliare, perché proprio alla bellezza degli organismi marini noi acquariofili marini siamo particolarmente vulnerabili. Ciò è provato anche dal notevole interesse dei possessori di acquari di barriera verso la fotografia delle proprie vasche: quasi tutti cercano, perlomeno occasionalmente, di immortalare i propri beniamini sulla pellicola o su chip e disco rigido. Certo, con l’ausilio delle moderne tecniche il tutto diventa evidentemente più semplice, ma diversi ostacoli fisici devono comunque essere affrontati e superati. Anche oggi fare delle buone foto in acquario è tutt’altro che facile. Ad ogni modo, a proposito dell’estetica degli organismi marini, non dovremmo in nessun caso anteporre l’aspetto esteriore di un animale dell’acquario alle sue necessità, né tanto meno ammetterne la modificazione attraverso mezzi tecnici, come purtroppo talvolta accade in altre culture (come, ad esempio, nel caso degli animali colorati).






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