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Il
numero di questo mese
Coralli Nr.33 (Maggio-Giugno 2006)
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Sommario
2 EDITORIALE
3 LA POSTA DEI LETTORI
5 MAGAZIN
11 A COLLOQUIO CON…
16 RARITA’
18 REPORTAGE FOTOGRAFICO
Paguri
Daniel Knop
28 REPORTAGE
Nozioni sui paguri
Kai Vellig
32 PRATICA
Considerazioni sul mantenimento in acquario
dei paguri
Proff.ssa Dott.ssa Ellen Thaler
36 REPORTAGE La sistematica dei paguri
Kai Vellig
42 REPORTAGE Emergenza abitativa nei paguri
Proff.ssa Dott.ssa Ellen Thaler
45 PANORAMICA I paguri e la loro adattabilità
all’acquario
Kai Vellig e Daniel Knop
47 IL POSTER
Cavalluccio marino spinoso
Hippocampus histrix
Kai Vellig
52 VIAGGIO Giardini corallini e pareti di
barriera
La varietà caraibica
della punta occidentale di Cuba
Werner Fiedler
58 REPORTAGE Sostanze nutrienti – Parte
1: l’ambiente naturale
Alf Jacob Nilsen
64 AMERICAN REEF KEEPING Antony Calfo
67 REPORTAGE La famiglia Pyrgomatidae
Daniel Knop
70 RITRATTI D’ACQUARIO Tra caverne e
fenditure
74 OGNI INIZIO E’ FACILE Le pagine per
l’acquariofilo marino principiante
79 CONSIGLI E TRUCCHI
82 BIBLIOTECA
86 NOVITA’ DAL MERCATO
Editoriale
I paguri, questi singolari animali che portano
con loro una protezione mobile nella quale
potersi ritirare e che, di conseguenza, conducono
una esistenza apparentemente solitaria, da
cui il nome comune di paguri eremita, in realtà
hanno un comportamento ben diverso. Se non
si prendono in considerazione le specie predatrici
ma soltanto quelle più piccole che
si cibano prevalentemente di alghe, si può
quasi avere l’impressione che si tratti
di animali che amano la compagnia.
Bisogna ammetterlo, la tesi che un paguro
che si avventa sul cibo offerto stia soffrendo
la fame appare piuttosto esagerata. Più
si esamina però la relazione tra paura
e fame, che in natura è continuamente
connessa con la sopravvivenza di ogni essere
vivente, più sarà possibile
comprendere tale concetto. Almeno questo è
quanto è capitato a me, ed ho immediatamente
pensato ai molti acquariofili che avevano
introdotto nelle loro vasche di barriera un
gran numero di minuscoli paguri alghivori
e che dopo sei o nove mesi riferivano che
ne erano sopravvissuti meno della metà.
“Probabilmente hanno una breve aspettativa
di vita”, è quello che solitamente
si suppone. No, non è per nulla così.
Essi sono soltanto costretti a confrontarsi
con una eccessiva concorrenza all’interno
della stessa nicchia ecologica, competendo
l’un l’altro per la loro stessa
sopravvivenza. Tanto più noi ci compiacciamo
per la regressione della copertura algale,
tanto più scompare anche il loro nutrimento
di base.
In generale, mi sembra che la causa di molte
problematiche che oggi abbiamo nel mantenimento
di determinati animali in una vasca di barriera
sia riconducibile ad una troppo ridotta densità
nutrizionale, come già ricordato nell’editoriale
dell’ultimo numero di CORALLI. Con una
sufficiente offerta di cibo, come comprovato
da Daniela Stettler, i polipi di Tubastrea
crescono sul vetro dell’acquario e i
coralli azooxantellati rigenerano i tessuti
danneggiati dai pesci, come sa bene per propria
esperienza la Prof.ssa Ellen Thaler. Il nutrimento
è la chiave per un mantenimento e per
una moltiplicazione di successo degli animali
da acquario. La nostra tecnica acquariologica,
le “protesi” tecniche, che dovrebbero
sostituire i cicli di regolazione naturali,
deve alla fine adattarsi alle necessità
nutrizionali dei nostri animali e non il contrario.
Se quindi l’appetito dei nostri ospiti
supera la capacità degli impianti preposti
al trattamento dell’acqua dobbiamo sviluppare
sistemi migliori e più efficienti.
In ogni caso, una abbondante offerta di cibo
pare essere l’unica via per il mantenimento
in acquario di molti affascinanti animali
marini, sia che si tratti di coloratissime
ascidie, di variopinti coralli molli o di
altri organismi. In tal senso per l’acquariologia
di barriera c’è ancora moltissimo
da scoprire e non possiamo che essere curiosi
per quello che avverrà.
Anche il mare stesso, però, può
essere motivo di grande curiosità.
Proprio nel nostro tempo, nel quale questo
ambiente vitale è sottoposto ad una
crescente pressione, è importante occuparsi
perennemente dell’ecosistema marino.
Per questa ragione sono stato particolarmente
felice che Christian Ehrlich, un giornalista
televisivo e caporedattore della rivista RODENTIA,
abbia avuto l’idea di rendere accessibile
l’acquariologia marina al vasto pubblico
attraverso la trasmissione sugli animali domestici
“canegattotopo” dell’emittente
tedesca VOX (e dove, durante le riprese, la
moderatrice TV Diana Eichorn si è letteralmente
immersa!). Disporre di più acquariofili
marini impegnati comporta un maggiore interesse
per gli ecosistemi marini e costituisce il
presupposto per una migliore salvaguardia
di questi ambienti.
Buona lettura
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