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  Il numero di questo mese
Coralli Nr.35 (Settembre-Ottobre 2006)

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Sommario

2 EDITORIALE
4 LA POSTA DEI LETTORI
5 MAGAZIN
14 RARITA’
15 A COLLOQUIO CON…
20 REPORTAGE FOTOGRAFICO
La riproduzione sessuale dei coralli in acquario
Daniel Knop
30 REPORTAGE
Il rilascio delle cellule germinali nell’ acquario di barriera del ReefHQ
Dott. Kirsten Michalek Wagner
36 PRATICA
La riproduzione sessuale dei coralli in
acquario con l’esempio di Favia fragum
Anja Cargill, Dott. Dirk Petersen e Prof. Dott. Helmut Schumacher
40 PRATICA
Substrati artificiali per l’insediamento delle larve dei coralli
Dott. Dirk Petersen
42 REPORTAGE
Discendenti di coralli duri tra i propri “quattro
vetri”
Daniela Stettler
46 REPORTAGE
Il progetto SECORE
Dott. Dirk Petersen
48 PANORAMICA
51 IL POSTER
La castagnola gioiello
(Pseudanthias squamipinnis)
Prof.ssa Dott.ssa Ellen Thaler e Kai Vellig
56 VIAGGIO
Impressioni da Yap
Werner Fiedler
62 REPORTAGE
Batteri patogeni nell’acquario marino
Parte 1: Infezioni da Vibrionaceae e i loro effetti
Harald Müller e Robert Baur Kruppas
66 REPORTAGE
“Deadline” di 85 mm
Una osservazione anedottica filosofica in acquario
Prof.ssa Dott.ssa Ellen Thaler
70 PRATICA
Mantenere in acquario Exallias brevis
Joachim Frische e Herbert Finck
74 RITRATTI D’ACQUARIO
La mia via verso l’acquariologia di barriera
Toni Barraco
77 CONSIGLI E TRUCCHI
80 OGNI INIZIO È FACILE
86 NOVITA’ DAL MERCATO




Editoriale

La riproduzione degli organismi attraverso le cellule germinali e le larve non smetterà mai di affascinarci. Si tratta di un miracolo della vita e non deve sorprendere che molti acquariofili aspirino a completare il ciclo vitale dei coralli anche nel proprio acquario. Attualmente questo processo può comunque realizzarsi nei comuni sistemi di acquario esclusivamente in quelle specie di corallo in grado di incubare le proprie larve. In tal senso, per gli acquariofili interessati nella riproduzione dei coralli, la strada più sensata sarebbe quella di fare innanzitutto dei tentativi con esemplari appartenenti a questa tipologia di coralli. In tal modo, anche se con grande impegno sarebbe possibile realizzare la riproduzione per via sessuale dei coralli. Si possono allestire degli acquari in maniera “mirata” per accogliere le larve, ad esempio per quello che concerne la tecnica acquariologica e la scelta delle specie, predisponendo delle adeguate condizioni di circolazione dell’acqua necessarie. Ad ogni modo, dovrebbe essere possibile ottenere, in acquari speciali, anche i presupposti che possano consentire il superamento della lunga fase planctonica a larve e cellule germinali. In questa direzione esiste per gli acquariofili impegnati la straordinaria possibilità di collaborazione con i ricercatori, che può fornire grandissimi vantaggi per entrambi. Così facendo l’hobby dell’acquariologia marina disporrebbe anche di una funzione ancora più importante, perché nessuno scienziato al mondo può permettersi di effettuare quello che fanno migliaia di appassionati come “biologi del tempo libero”, durante innumerevoli ore di osservazione dei loro mini reef corallini in salotto. In ogni caso questo intenso scambio con la scienza è indispensabile. Forse potrebbe rappresentare l’occasione per costituire un gruppo di ricerca tra gli acquariofili dedicato in maniera mirata ad una di queste tematiche e in stretto contatto e collaborazione con dei biologi marini specializzati. Dopo tutto abbiamo oggi il vantaggio, attraverso gli acquariofili diventati biologi marini, di disporre della presenza di esperti altamente impegnati nel campo dell’acquariologia di barriera. In seguito a tutto questo i reparti di acquariologia marina di alcuni acquari pubblici non si trovano in ritardo rispetto all’hobby dell’acquariologia di barriera privata, ma al contrario sono in procinto di assumere un ruolo guida. Mentre due decenni fa gli acquariofili privati si sforzavano di far comprendere alle strutture pubbliche l’utilità degli schiumatoi, talvolta addirittura inutilmente, e in seguito del reattore di calcio, alcuni acquari pubblici d’avanguardia oggi formano una rete di ricercatori appassionati in acquariologia, favorendo in maniera mirata la riproduzione sessuale dei coralli. Non sorprende che l’iniziatore di questo progetto non sia soltanto un biologo marino ma anche un appassionato acquariofilo di barriera. Quanti risultati possano provenire dall’osservazione degli organismi marini, lo dimostra l’articolo dell’etologa Prof.ssa Dott.ssa Ellen Thaler, che, non volendo, si è occupata della pressione predatoria alla quale sono soggetti i pesci corallini. Questo esempio evidenzia che un acquario marino può diventare un indispensabile strumento di ricerca, dato che molte relazioni rimangono nascoste ad un visitatore che si immerge in un reef corallino; è troppo breve, infatti, il lasso di tempo che noi umani possiamo trascorrere come ospiti occasionali all’interno della barriera per riuscire a studiarne gli equilibri. Ad ogni modo, chi presterà attenzione, sia in mare sia in acquario, non osserverà solo quello che si attendeva ma avrà talvolta forse l’occasione di osservare qualcosa di insolito o sorprendente. I ricordi di un numero sempre maggiore di tali esperienze, con il passare del tempo, si sommano, senza però trovare un riscontro nella letteratura scientifica o popolare. È un peccato, perché in questa maniera ci si priva di una lettura tanto divertente quanto interessante. Per questa ragione la ricercatrice comportamentale e autrice di CORALLI Prof.ssa Dott.ssa Ellen Thaler ci riferirà nella nuova rubrica “Thaler-Talk” le sue curiose osservazioni.

Daniel Knop


 






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