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Il
numero di questo mese
Coralli Nr.36 (Novembre-Dicembre 2006)
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Sommario
2 EDITORIALE
3 LA POSTA DEI LETTORI
5 MAGAZIN
9 A COLLOQUIO CON…
14 RARITA’
16 REPORTAGE FOTOGRAFICO
Antennaridi
Frank Schneidewind
24 REPORTAGE
I pesci pescatori della famiglia Antennariidae
Frank Schneidewind
32 REPORTAGE
Osservazioni comportamentali sugli antennaridi
Scott W. Michael
40 PRATICA
Esperienze con gli Antennaridi e considerazioni
sul loro mantenimento
Prof.ssa Dott.ssa Ellen Thaler
42 PANORAMICA
Panoramica sulla specie:
Antennaridi della famiglia Antennariidae
Frank Schneidewind
45 IL POSTER
Il cavalluccio marino di Denise
(Hippocampus denise)
Daniel Knop
50 VIAGGIO
Marsa Shagra – Una visita al Mar Rosso
Daniel Knop
58 REPORTAGE
Batteri patogeni nell’acquario marino
Parte 2: la contaminazione batterica nei mangimi
congelati
Harald Müller e Robert Baur Kruppas
62 REPORTAGE
Polipi incrostanti
La tappezzeria dell’acquariofilia di
barriera?
Daniel Knop
66 REPORTAGE
Perfettamente mimetizzato: un nudibranchio
marino sconosciuto
Karen e Wolgang Loch
69 PRATICA
I fosfati nell’acquariologia di barriera
Cause ed effetti
Dott. Dieter Brockman
74 RITRATTI D’ACQUARIO
La varietà di specie è quello
che rende diversa l’acquariologia di
barriera
Robert Grismar
78 OGNI INIZIO È FACILE
Le pagine per l’acquariofilo marino
principiante
87 NOVITA’ DAL MERCATO
Editoriale
Quasi nessuno tra gli abitanti della barriera
corallina ha portato la strategia della mimetizzazione
ad una tale perfezione quanto gli antennaridi.
Nel reef è certamente più facile
travisare uno di questi pesci piuttosto che
riuscire a scoprirlo. La maggioranza di essi,
quando sono adagiati immobili in un punto
e osservano con attenzione l’ambiente
circostante, somiglia a delle spugne, dato
che manca loro la tipica forma corporea e
il colore dei pesci. Perfino quando cambiano
posizione non si apprezza quasi mai alcun
movimento natatorio, piuttosto si possono
osservare questi insoliti animali deambulare
al rallentatore sulle loro pinne pettorali
diventate simili ad arti. Si potrebbe quasi
pensare che si tratti di una spugna con le
gambe. Appena iniziano a pescare, cercando
di catturare una preda con la loro esca, non
è quasi possibile sottrarsi al fascino
di queste bizzarre creature. Per tale ragione
ce ne siamo occupati approfonditamente, nonostante
il loro stile di vita predatorio li renda
inadatti ad un acquario di barriera di comunità
e molto problematico in un acquario marino,
anche per la necessità di una alimentazione
in gran parte costituita da cibo vivo. Comunque,
non bisogna per forza mantenere ogni animale
che per qualche ragione risulta interessante
o affascinante. Al contrario, esistono anche
abitanti del reef facili da mantenere in acquario
ma che tuttavia solo raramente sono presenti
nelle nostre vasche. La cosa sorprendente
è che il numero di tali organismi pare
essere in aumento. I polipi incrostanti costituiscono
un esempio a riguardo: solo dieci o quindici
anni fa essi facevano parte degli occupanti
“standard” di un acquario marino
di barriera, mentre oggi, in Europa, solo
raramente essi sono presenti in acquario.
Lo stesso si può dire per i coralli
di molte altre famiglie. Il Dott. Holger Kraus
nella sua intervista rilasciata a CORALLI
nel nr. 35 ad esempio, ha citato una particolare
specie di Xenia che era regolarmente reperibile
nel mercato tedesco specializzato ma che poi
è praticamente scomparsa dal mercato.
Non è accaduto lo stesso con il genere
Heteroxenia? Ancora verso la metà degli
anni 90’ un esemplare di queste xenie
dalla forma a sfera faceva brillare gli occhi
degli acquariofili. Oggi questi animali sono
diventati praticamente introvabili, perché
apparentemente non interessano più
a nessuno. Numerosi animali urticanti, mantenibili
molto più facilmente dei coralli duri,
sono in procinto di sparire da questo hobby,
perché il concetto di “acquariologia
di barriera” viene associato sempre
di più al mantenimento dei coralli
duri. In questo modo da un lato perdiamo mentre
dall’altro acquistiamo qualcosa in questo
hobby. Forse nell’acquariologia di barriera,
oltre ai molti altri animali ugualmente diventati
rari, dovremmo anche riservare nuovamente
uno spazio a questi attraenti polipi incrostanti,
e una posizione un po’ più in
alto nella scala del gradimento. Solo la varietà
di specie rende l’ambiente marino avvincente,
come è possibile scoprire da soli durante
una visita ai reef corallini del Mar Rosso.
Il progresso nell’hobby dell’acquariologia
di barriera è certamente basato anche
sul rendere mantenibili in acquario un numero
sempre crescente di specie, cosa che comporta
un costante impegno per non perdere quelle
specie il cui mantenimento è già
consolidato. Naturalmente non meno importante
è mantenere in salute gli animali da
acquario. Quanto possano in questo senso rivelarsi
decisive, talvolta, le verità acquariologiche
più ovvie, come l’accurato risciacquo
dei mangimi congelati, lo dimostra un esame
delle tracce batteriche presenti in diversi
tipi di tali alimenti. Non tutto quello che
appare e odora in modo tale da sembrare commestibile
lo è poi realmente. La qualità
non è una cosa che si può dare
per scontata. Una superficialità durante
la preparazione dei mangimi può avere
effetti drastici, non solo in relazione alla
diffusione delle malattie ma anche per un
incremento del valore dei fosfati. Una trascuratezza
nel risciacquo dei mangimi congelati può
quindi danneggiare pesci e coralli in ugual
misura, circostanza che dimostra ancora una
volta che molti dei segreti degli acquari
di barriera di successo, belli e “sani”,
non dipendono unicamente dalle conoscenze
specifiche e dalle loro applicazioni, ma soprattutto
dall’accuratezza e dall’attenzione
dimostrata verso i tanti piccoli interventi
di manutenzione
Buona lettura
Daniel Knop
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